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Anche gli alimenti ora corrono sul Web

Da Londra all’Italia, il successo di Just Eat sembra fare breccia anche nel nostro Paese, grazie a un sistema pratico e conveniente che consente di acquistare online i pasti pronti da consumare a domicilio. Ancora una volta, il Web entra di prepotenza nella nostra quotidianità.

Una nuova frontiera sta per essere abbattuta, o forse è già caduta: anche il cibo infatti sbarca sul Web, seppure in forme decisamente diverse rispetto a quelle classiche del commercio online, che si adattano meno bene alla caducità degli alimenti, soprattutto freschi. Eppure, c’è chi ha trovato una strada per fare affari mettendo insieme la necessità di… mangiare e la voglia di comodità e risparmio che caratterizza i navigatori della Rete.

La diffusione di Just Eat. Parliamo in modo particolare di Just Eat, app (e portale) specializzata in ricerca, acquisto e spedizione di piatti preparati da ristoranti partner, che negli ultimi mesi si è fatta conoscere e apprezzare anche in Italia, con una diffusione praticamente capillare in tutto il Belpaese. Oggi, infatti, sono oltre seimila le pizzerie e i ristoranti (anche di tipologie particolari, come cucina cinese, giapponese o mediorientale) attivi in Italia che sono presenti nel sistema elaborato a Londra.

Come funziona il sistema. Grazie alla app, l’utente può selezionare il menu che preferisce tra quelli proposti nella sua area geografica, pagando la transazione e attendendo semplicemente la consegna delle pietanze al domicilio indicato, sia a pranzo che a cena. La soddisfazione di chi ha utilizzato il servizio finora è piuttosto elevata, anche per gli aspetti legati alla comodità del processo, alla velocità della consegna e alla convenienza economica dell’operazione.

I vantaggi dell’app. Ordinando online, infatti, è possibile ottenere dei prezzi vantaggiosi rispetto ai menu tradizionali dei ristoranti, mentre i “corrieri” Just Eat si rivelano più precisi e veloci rispetto ai concorrenti tradizionali. Non solo: grazie alla piattaforma Piucodicisconto, realizzata dalla startup vicentina Tikato.it, gli “affamati” possono anche utilizzare degli interessanti codici sconto per ottenere riduzioni sui prezzi dei propri pasti.

Numeri importanti. Il sistema Just Eat sembra funzionare molto bene anche su scala mondiale: l’ultimo bilancio, presentato negli scorsi mesi, rivela che le attività del gruppo si sono estese fino a contare una rete di quasi 70 mila ristoratori attivi in tredici differenti Paesi al mondo, con una crescita dei ricavi netti pari al 52 per cento in un solo anno. Il business generato dal trend dei “piatti pronti” ha infatti toccato quota 375,7 milioni di sterline, che tradotto in euro corrisponde a circa 430 milioni.

Bene anche in Italia. E se la Gran Bretagna, e in particolare l’Inghilterra, resta il mercato più importante della compagnia, con 237 milioni di sterline di ricavi, molto influente è anche l’apporto dei cosiddetti “mercati emergenti“: una categoria che raggruppa sia l’Italia che le consociate di Spagna e Messico, il cui fatturato è balzato dai 9,5 milioni di sterline del 2015 a una cifra vicina ai 30 milioni di sterline, vale a dire il 175 per cento in più in pochi mesi, grazie a un incremento degli ordini parimenti a tre cifre (più 152 per cento).

Fenomeno in crescita. A livello globale, il valore dei piatti elaborati consegnati da Just Eat in tutti i mercati ha raggiunto i 2,5 miliardi di sterline, mentre nel 2015 il valore del consegnato era stato di 1,7 miliardi di sterline. Sempre guardando ai numeri “crudi”, gli ordini evasi dalla piattaforma digitale sono stati 136,4 milioni, mentre gli utenti attivi (ovvero le persone che hanno ordinato almeno una volta nel corso dell’ultimo anno solare) sono 17,6 milioni.

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